La somma inutilità del giudice di porta

Ci sono giornali che ieri assegnavano a Nicola Rizzoli voti che oscillano tra il due e il quattro. Gliene hanno dette di tutti i colori per quei 4’37’’ di processo civile per stabilire se il fallo (presunto tale) di un romanista su un giocatore del Sassuolo dovesse essere punito con il rigore. Da qui le critiche a Rizzoli. Ingiuste. Perché lui fin dall’inizio aveva deciso che quella caduta non era nulla. Il problema è che il dubbio glielo ha messo in testa l’assistente di porta, creatura diabolica partorita da qualche alto papavero dell’Uefa che non è di alcun aiuto all’arbitro centrale. di Quarantino Fox
21 AGO 20
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Ci sono giornali che ieri assegnavano a Nicola Rizzoli voti che oscillano tra il due e il quattro. Gliene hanno dette di tutti i colori per quei 4’37’’ di processo civile per stabilire se il fallo (presunto tale) di un romanista su un giocatore del Sassuolo dovesse essere punito con il rigore. Da qui le critiche a Rizzoli. Ingiuste. Perché lui fin dall’inizio aveva deciso che quella caduta non era nulla. Il problema è che il dubbio glielo ha messo in testa l’assistente di porta, creatura diabolica partorita da qualche alto papavero dell’Uefa che non è di alcun aiuto all’arbitro centrale. Anzi, fa solo danni. Soprattutto se la vocina nell’auricolare non è quella di un parigrado di Rizzoli, ma di un discreto fischietto che potrebbe essere dismesso a fine stagione. Il risultato dell’invenzione degli omini in calzamaglia piegati a fissare il palo è solo quello di togliere autorevolezza all’arbitro principale, di indurlo in tentazione e in errore. Ma non lo ammetteranno mai. Anzi, ci diranno che la sua sola presenza lì previene abbracci da ballerini di tango. Balle.
di Quarantino Fox